Preghiera a Virgo Potens
Calendario della benedizione delle famiglie 2012
A partire dalle ore 15
Gennaio
Lun 23: Via Corsica 1-3-5
Mar 24: Via Corsica 9 A-B-C
Gio 26: Via Corsica 9 D-E-F
Ven 27: Via Corsica 13-15-17
Lun 30: Via Corsica 19-21
Mar 31: Via Corsica 2-6
Febbraio
Mer 1: Via Corsica 8-10
Ven 3: Via Corsica 14-16
Lun 6: Via Ruffini 3-5-7-9
Mar 7: Via Ruffini 2-4-6-8-10
Gio 9: Via Gavotti 1-5, Via Fiodor 3, Poggio Giovine Italia 2-3
Ven 10: Via Galimberti 3-5-7-10-12-12A
Lun 13: Via Biglia 2-3
Mar 14: Corso Mentana 2-3-5-7-9
Gio 16: Corso Mentana 11-21-45-47
Mar 21: Via delle Bernardine 4-21
Gio 23: Viale Villa Glori 1-3
Ven 24: Via Ilva 2
Lun 27: Via Ilva 4
Mar 28: Via Mura S.Chiara 3
Marzo
Gio 1: Piazza Alessi 1-2
Ven 2: Via Alessi 1-1A
Lun 5: Via S.Chiara 1-2-3
Mar 6: Via S.Chiara 4-6-6A, Via Baliano
Gio 8: Piazza S.Leonardo 9
Ven 9: Via Volta 25-27
Lun 12: Via Milazzo 1-2-3-4
Mar 13: Via delle Cappuccine 1
Gio 15: Via delle Cappuccine 3-5
Ven 16: Via Mura delle Cappuccine 36-36-37
Lun 19: Via Mura delle Cappuccine 38-39-40, Mura del Prato 2
Mar 20: Corso Podestà 10A-10B-11-12
Gio 22: Corso Podestà 9-9A-10
Ven 23: Via Bixio 3-5
Lun 26: Via Bixio 4-6
Mar 27: Via Vannucci 1-3-5
Gio 29: Via Vannucci 7
Ven 30: Via Vannucci 9
Aprile
Mar 10: Corso Saffi 1A-1B-1C
Gio 12: Corso Saffi 3-5-7
Ven 13: Corso Saffi 9-11-15-17
Lun 16: Viale Aspromonte 1
Mar 17: Viale Aspromonte 3-5
Gio 19: Viale Aspromonte 7-9-11
Ven 20: Viale Aspromonte 13-15-17-19-25
Lun 23: Viale Aspromonte 6-14-16
Mar 24: Viale Aspromonte 20-22-56-giardini
Gio 26: Viale Aspromonte 58-60-62-66
Maria Santissima Madre di Dio - Gennaio 2012
Occhi scuri, carnagione olivastra e bruna, una qafia sulla testa che, da queste parti, è di colore bianco e nero, parlata veloce, quasi incomprensibile, rumorosa, a tratti invadente. Cappotto scuro, camicia bianca e pantaloni neri, una kippà sulla testa a ricordare la presenza di Dio sopra di lui, cordicelle legate ai fianchi, passo deciso, sguardo sicuro, riservato, schivo. Palestinese il primo, ebreo ortodosso osservante il secondo. Palestina da Philistia, ”terra dei filistei”... Chi ha un po' di dimestichezza con la Bibbia sa che queste due culture hanno radici antiche, lontane. Quanto profonde sono le radici, tanto profondo e antico lo scontro tra questi due popoli. Da quando Dio promise la terra al popolo di Israele è nato il conflitto con il popolo che abitava questa zona. Sono molto cambiati ì tempi, gli usi, le etnie e le culture transitate da queste parti, ma il senso de1l’assenza di pace in questa terra si ritrova nelle stesse radici. Molto asseriscono che il conflitto israelo—palestinese abbia motivazioni unicamente religiose, tra islam e giudaismo, ma l'impressione è che le radici siano più antiche, dal tempo in cui l’islam non era ancora nato. Se si guarda la situazione a partire dagli estremi (fondamentalismo arabo o ebraico che sia), non saranno mai possibili un vero dialogo e una pace. Tanto più che la tendenza dell'opinione giovanile (secondo le statistiche) va sempre più verso una reciproca intolleranza che non consente di sperare un futuro diverso. Dentro tale situazione ci sta l'esperienza dei cristiani, nella stragrande maggioranza arabi, con un grande complesso di identità: dentro uno Stato che li emargina perché arabi e dentro
una minoranza araba che li mette da parte perché non musulmani. Da dove può nascere il domani? Non abbiamo risposte, di certo non io, ma intuiamo che ancora una volta il vero cambiamento non può che venire ”dal basso" e "da dentro". Dal basso perché non sembrano credibili i vari responsabili di governo che, con la scusa di difendere le parti del proprio popolo, sembrano più interessati alla ricerca del potere e alla salvaguardia dei propri interessi a discapito della giustizia e della pace. Da dentro perché un conflitto, e a maggior ragione questo, ha sempre una motivazione interiore forte che trova le radici all’interno e nel profondo de1l’uomo. La pace dunque potrebbe nascere dalla giustizia e dal perdono; la giustizia che consente di chiamare le cose con il loro nome, anche se sarà necessario ammettere di non essere unicamente vittime, e il perdono che sa creare riconciliazione e unità laddove la storia, la cultura e le azioni personali hanno causato ferite mai rimarginate».
Natale del Signore - Dicembre 2011
Talvolta mi chiedo perché questa fiducia nel Cristo che viene a illuminare la nostra notte sia per me così essenziale e ho capito che risale a un’esperienza dell’infanzia. Durante il tempo che precedeva il Natale passavo lunghi momenti davanti al presepio a guardare la Madonna e, ai suoi piedi, il neonato.
Un’immagine così semplice segna la vita. Permette un giorno di cogliere che, attraverso il Cristo, Dio stesso è venuto in mezzo a noi. La notte di Natale andavamo in chiesa. Quando avevo cinque o sei anni abitavamo in un paesino in montagna e bisognava camminare nella neve. Poiché ero il più giovane, mio papà mi teneva per mano. La mamma, mio fratello maggiore e le mie sette sorelle ci seguivano. Mio padre mi indicava nel cielo aperto la stella dei pastori che gli stessi Magi avevano visto. Quelle immagini mi ritornano in mente quando si legge il testo dell'apostolo Pietro dove scrive: "Guardate a Cristo come luce che brilla nella notte, finché non splenda il giorno e non si levi nei vostri cuori la stella del mattino" (Seconda lettera di Pietro 1,19).
Una pianta che non è rivolta verso la luce intristisce. Un credente che si soffermasse sulle ombre potrebbe far crescere dentro di sé la fiducia del cuore?Sconvolgimento del Vangelo nelle nostre vite: per mezzo dello Spirito Santo, il Cristo penetra ciò che c'inquieta di noi stessi. Raggiunge l'irraggiungibile, a tal punto che le oscurità possono essere rischiarate dalla sua presenza. Quando la notte si fa densa, il suo amore è un fuoco. Esso riaccende ciò che rimane rosseggiante sotto la cenere. Vorresti preparare a molti altri le vie di Cristo Signore, accendere un fuoco nelle notti dell’umanità. Tu che vuoi donare la tua vita a causa del Cristo e del Vangelo, sappi che, anche nella tua notte, avanzi con lui verso la luce. Così, rinunciando a guardare indietro, corri sulle tracce di Gesù Cristo. Egli ti conduce su di un cammino di luce. "Io sono", ma anche voi siete: "La luce del mondo". Sai bene che Gesù Cristo è venuto per tutti, non soltanto per alcuni; risorto, è unito senza eccezione a ogni essere umano. Dio ha deposto in te questa cattolicità del cuore. Lascerai che dentro di te cresca una vita interiore che non ha né inizio né fine? In essa raggiungi le porte della gioia evangelica; in essa affondano le radici le solidarietà umane. Rendere la terra abitabile per tutti, vicino e lontano, ecco una delle belle pagine del Vangelo che potrai scrivere con la tua vita.
Frère Roger Schutz

